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Debora Serracchiani candidata alla Presidenza della Regione

11/03/2013

Il video con cui Debora Serracchiani si presenta agli elettori in vista delle Regionali del prossimo 21 e 22 aprile. Nella sezione “Video” del blog, è disponibile un’intervista più ampia

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Verso le regionali

09/03/2013

Consiglio regionaleLa campagna elettorale per le prossime regionali sta entrando nel vivo. Partiti politici e liste varie sono impegnati nella definizione dei nominativi da presentare alla competizione: liste assai più importanti e decisive rispetto alle recenti elezioni politiche, visto che stavolta si potrà esprimere il voto di preferenza (niente Porcellum, insomma). Mai come questa volta sarà importante riflettere attentamente sul profilo dei candidati e questo, sia chiaro, vale per tutti i partiti, non solo per il PD. Il successo del Movimento Cinque Stelle dovrebbe aver fatto comprendere una cosa piuttosto chiara: tagli ai costi della politica, meno privilegi, assoluta affidabilità morale di chi viene eletto. Non sappiamo esattamente se i neo senatori e neo deputati “grillini” interpreteranno al meglio questi principi; per il momento non hanno perso tempo e in una riunione preliminare hanno già deciso quanto tratterranno dello stipendio da parlamentari e quanto restituiranno. In Sicilia, ad esempio, questo dichiarazione di intenti è già realtà. Per qualcuno si tratta solo di un effetto del “moto di populismo” che accompagna da sempre il movimento di Beppe Grillo. Difficile stabilirlo adesso, quando le due camere non sono ancora state riunite. Certamente tutto ciò contrasta – e non poco – con le notizie che giungono dal Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, dove 19 Consiglieri (su 59 totali, dunque il 30%!!!) risultano indagati per peculato. Ovviamente i nomi non sono stati resi noti, ma sulla stampa locale cominciano i primi coming out (assolutamente bipartisan) di consiglieri che si dicono “distratti”, che hanno dimenticato dove sono gli scontrini o che si rifugiano nella “prassi”. Esprimiamo molto serenamente la nostra opinione e – stavolta – non ne facciamo una questione di colore politico, visto che dall’anonimato potrebbero emergere anche consiglieri del PD. Il cambiamento tanto atteso – da tutti – è un cambiamento etico e morale. Auspichiamo che tutti i partiti, proprio tutti, facciano della trasparenza e dell’oculatezza nella scelta delle persone il loro primo impegno. Poi si apra pure il confronto sulle idee e sulle proposte.

Chi NON ha vinto le elezioni?

27/02/2013

elezioni 2013Il Partito Democratico non ha vinto le elezioni: su questo vogliamo essere subito chiari e onesti. L’espressione utilizzata dal Segretario Bersani – “siamo arrivati primi senza vincere” – rende l’idea della situazione. Ma con altrettanta chiarezza diciamo che non ha molto da esultare nemmeno il Centro Destra: il miracoloso recupero di Berlusconi, infatti, è avvenuto solamente sulla base dei sondaggi, che qualche mese fa lo davano fra il 15 e il 20%. Ma se c’è una cosa che queste elezioni hanno davvero insegnato, è la totale inattendibilità dei sondaggi… L’unico confronto reale che si possa fare è quello con i dati del 2008, e in questo caso l’asse PDL-Lega è quella che ha registrato il maggior calo.

Nel comune di Brugnera la situazione merita ugualmente qualche riflessione: il PD si attesta al 13,58% alla Camera e al 14.47%al Senato. Il calo di consensi, rispetto al 2008, si aggira fra il 3,5 e il 4 per cento. A noi, ora, la responsabilità di interpretare questi dati e fare il possibile per migliorarli, anche se il peso specifico di un circolo locale su una competizione nazionale è quello che è. Lo stesso principio, ovviamente, vale anche per la coalizione di segno opposto che è certamente molto più forte di noi (PDL: 25,74% alla Camera e 26,56% al Senato; Lega: 15,99% alla Camera e 16,59% al Senato), ma deve fare i conti con un calo molto più vistoso del nostro rispetto al 2008: al Senato, ad esempio, il PDL perde oltre 16 punti, la Lega ne perde oltre 10. I dati non sono molto diversi alla Camera.

Il famoso voto di “protesta”, interpretato prevalentemente dal Movimento 5 Stelle (l’unico vero vincitore di queste elezioni), a Brugnera ha creato più problemi al Centro Destra che al Centro Sinistra. Detto ciò, ognuno dovrà fare i conti con i problemi di casa propria, e nel Partito Democratico locale (dalla regione al nostro circolo) non mancheranno le valutazioni e, speriamo, le decisioni opportune.  Per il momento un grosso in bocca al lupo ai “nostri” neo eletti Giorgio Zanin (Camera dei Deputati) e Lodovico Sonego (Senato) per il prossimo mandato da parlamentari.

PDL style…

21/02/2013

UrbaniLa lettera di Berlusconi è arrivata. Puntuale. Una lettera di due facciate con tanto di avviso stampato sulla parte esterna della busta: “IMPORTANTE: Rimborso IMU”. Ebbene si, il Cavaliere, senza mezzi termini promette ai cittadini il rimborso immediato dell’IMU e, non contento, si dilunga pure a spiegare le modalità e i tempi del rimborso (in posta o con accredito bancario, già dal primo Consiglio dei Ministri). Ovviamente il rimborso dell’IMU ha un prezzo, perchè per Berlusconi tutto è in vendita (e tutto è acquistabile): “Ci serve davvero il Suo aiuto – ci scrive B. -: quello di votarci e di farci votare dai Suoi partenti, dai Suoi amici, dai Suoi conoscenti. Noi siamo davvero l’unica difesa contro l’oppressione fiscale, l’oppressione giudiziaria, l’oppressione burocratica.”

Senza rimarcare il fatto che la bufala elettorale dell’IMU, posta in questi termini, sa tanto di “voto di scambio” (pratica piuttosto diffusa a latitudini diverse dalle nostre, in contesti e situazioni tanto stigmatizzate dal principale alleato del Berlusca…), non ci viene spiegato come mai il Cavaliere ce l’abbia tanto con l’IMU, visto che questa legge il PDL l’ha votata in Parlamento, constatando che era una misura necessaria per uscire dal baratro (un baratro nel quale siamo stati condotti da chi?). La lettera, insomma, ci pare al quanto contraddittoria e, ancora una volta, ispirata al solito principio che ha guidato la maggior parte delle campagne elettorali berlusconiane: gli italiani sono fessi e in un modo o nell’altro li freghi.

Ma ancor più di quella firmata da Silvio Berlusconi, la vera lettera che ci ha lasciato di stucco è quella con cui una senatrice pidiellina, Ada Urbani, si è rivolta ai parroci dell’Umbria. Per chi non l’avesse letta, ecco il testo:

Gentile Parroco,

mi sono decisa a scrivere questa lettera ai pastori del popolo cristiano dell’Umbria perché, dopo cinque anni trascorsi in Senato, so con certezza che nei primi mesi della prossima legislatura dovranno essere affrontati in Parlamento parecchi argomenti che riguardano temi etici importanti e delicatissimi. Mi riferisco, tra le altre, alle disposizioni sul “fine vita” (chi non ricorda il caso Englaro), alla legge sul matrimonio per le coppie omosessuali, all’adozione di bambini nelle stesse coppie omosessuali, alle problematiche sull’uso degli embrioni, all’apertura all’aborto eugenetico (che, di fatto, si va già diffondendo).

In Parlamento, lo scorso anno, ho costituito, assieme ad altri colleghi, l’Associazione parlamentare per la Vita. Una Associazione che è stata un baluardo contro ogni attacco volto a modificare in senso negativo la nostra legislazione. Malgrado ciò recenti orientamenti dei giudici hanno intaccato lo stesso dettato costituzionale in tema di famiglia, di adozioni e di fine vita.

Immagino che sulla politica economica del mio partito non tutto possa essere pienamente condivisibile e che, magari, alcuni preferiscano soluzioni diverse da quelle che abbiamo proposto o che abbiamo in programma di fare. Sui temi etici però, a differenza di altri partiti, il PdL è stato sempre unito e coerente, perché composto da molti cattolici e da altri che si definiscono ‘laici adulti’, la cui formazione culturale e politica è in ogni caso improntata al rispetto di tutti i valori non negoziabili. Se di politica economica si può discutere – ma io ho sempre lottato per orientare al bene comune l’azione dello Stato – su queste tematiche non ci sarà possibilità di mediazione. Mediare significherebbe comunque accettare che, prima o poi, si compia un’escalation che ha come traguardo la modificazione dei valori di fondo della nostra società, da ultima, per usare la denuncia dei vescovi spagnoli, ‘la separazione della sessualità dalla persona: non più maschio e femmina, ma il sesso sarebbe un dato anatomico senza rilevanza antropologica.

È necessario che nel futuro Parlamento ci sia un numero di persone sufficienti a non far passare leggi contro la famiglia, l’uomo e la sua vita. Io mi sono impegnata e mi impegnerò in questo senso. Per questo chiedo anche il Suo sostegno e ringrazio per tutto quello che riterrà di fare.

Devotamente saluto,

Ada Urbani

candidata PdL al senato

http://www.adaurbani.it

Straordinaria, la sig.ra Urbani. Per fortuna che c’è lei, che devotamente saluta i parroci, a salvaguardare i principi etici del cattolicesimo e della cristianità. Dal punto di vista del programma economico il suo Partito può anche essere messo in discussione, ma sul piano etico morale assolutamente no.

Per fortuna un parroco umbro, don Gianfranco Formenton (che sarà sicuramente comunista…) le ha risposto. La sua replica sta facendo il giro dei social network e con le “sante” parole di don Gianfranco chiudiamo questo lungo post sullo “stile” del PDL.

Gentile Senatrice,

ho ricevuto la sua lettera “ai pastori del popolo cristiano dell’Umbria” e ho deciso di risponderle in quanto “pastore” di una parte di questo popolo al quale recentemente il Card. Bagnasco ha raccomandato, dopo alcune eclatanti ed astrali promesse elettorali, di non farsi “abbindolare”.

Vedo che nella sua lettera lei parla in gran parte dei cosiddetti “temi etici” che lei riferisce unicamente ai luoghi comuni che tutti i politici in cerca di voti e consensi toccano quando si rivolgono ai cattolici: il fine vita, le unioni omosessuali, gli embrioni, l’aborto…

La ringrazio anche per la citazione dei vescovi spagnoli e per il suo impegno per la formazione culturale e politica improntata al rispetto di tutti i valori non negoziabili.

Ma rivolgendosi ai “pastori del popolo cristiano” lei dovrebbe ricordare che tra i valori non negoziabili nella vita, nella vita cristiana e soprattutto in politica entrano tutta una serie di comportamenti di vita, di etica pubblica e di testimonianza sui quali non mi sembra che il partito di cui lei fa parte né gli alleati che si è scelto siano pienamente consapevoli.

Sarebbe bello stendere un velo pietoso su tutto ciò che riguarda il capo del suo partito sul quale non credo ci siano parole sufficienti per stigmatizzarne i comportamenti, le esternazioni, le attitudini pruriginose, le cafonerie, le volgarità verbali che costituiscono tutto il panorama di disvalori che tutti i pastori del popolo cristiano cercano di indicare come immorali agli adulti cristiani e dai quali cercano di preservare le nuove generazioni.

Sarebbe bello ma i pastori non possono farlo perché lo spettacolo indecoroso del suo capo è stato anche una vera e propria “modificazione dei valori di fondo della nostra società” (come lei dice) operata anche grazie allo strapotere mediatico che ha realizzato una vera e propria rivoluzione (questa sì che gli è riuscita) secondo la quale oramai il relativismo morale, tanto condannato dalla Chiesa, è diventato realtà. Concordo con lei, su questo “mediare significherebbe accettare”.

Un’idea di vita irreale ha devastato le coscienze e i comportamenti dei nostri giovani che hanno smesso di sognare sogni nobili e si sono adagiati sugli sculettamenti delle veline, sui discorsi vacui nei pomeriggi televisivi, sui giochi idioti del fine pomeriggio e su una visione rampante e  furbesca della politica fatta di igieniste dentali, di figli di boss nordisti, e pregiudicati che dobbiamo chiamare onorevoli.

Oltre a questo lei siederà nel Senato della Repubblica insieme a tutta una serie di personaggi che coltivano ideologie razziste, populiste, fasciste che sono assolutamente anti cristiane, anti evangeliche, anti umane. Mi consenta di dirle francamente che il Vangelo che i pastori annunciano al popolo cristiano non ha nulla a che vedere con ideologie che contrappongono gli uomini in base alle razze, alle etnie, alle latitudini, ai soldi… e, mi creda, mentre nel Vangelo non c’è una sola parola sulle unioni omosessuali, sul fine vita e sull’aborto… sulle discriminazioni, sul rifiuto della violenza e su una visione degli altri come fratelli e non come nemici ci sono monumenti innalzati alla tolleranza, alla non violenza, all’accoglienza dello straniero, al rifiuto delle logiche della furbizia e del potere.

Mi dispiace, gentile senatrice, ma non riterrò di fare qualcosa né per lei, né per il suo partito, né per i vostri alleati, anzi. Se qualcosa farò anche in queste elezioni questo non sarà certo di suggerire alle pecorelle del mio gregge di votare per quelli che mi scrivono lettere esibendo presunte credenziali di cattolicità.

Mi sforzerò, come raccomanda il cardinale, di mettere in guardia tutti e di non farsi abbindolare da certi ex-leoni diventati candidi agnelli. Se le posso dare un consiglio, desista da questa vecchia pratica democristiana di scrivere ai preti solo in campagna elettorale e consigli il suo capo di seguire l’esempio fulgido del Papa. Sarebbe una vera opera di misericordia nei confronti di questo popolo.

don Gianfranco Formenton

Verso le elezioni politiche

14/02/2013

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Segnaliamo con piacere due iniziative che si svolgeranno nei prossimi giorni in località a noi vicine.

Sabato 16 febbraio, alle ore 18.00, presso il Bar-Trattoria Prissinotti di Prata, si terrà un incontro pubblico con i candidati al Parlamento del PD nella nostra provincia. Interverranno:

Lodovico Sonego (candidato al Senato)

Lorella Stefanutto (candidata alla Camera)

Franca Quas (candidata alla Camera).

Il giorno 19 febbraio, invece, a Pasiano, presso la Sala Espositiva dei Molini, alle 20.30 si terrà un dibattito sul tema del “fisco”. Interverranno:

Giorgio Zanin (candidato alla Camera)

Lorella Stefanutto (candidata alla Camera)

Lodovico Sonego (candidato al Senato)

Franca Quas (candidata alla Camera)

Federica Fogolin (candidata alla Camera).

Questo incontro sarà moderato dall’ex sindaco di Pordenone Sergio Bolzonello insieme a Mauro Piva.

Il confine fra l’informazione e la propaganda

06/02/2013

PeriodicoChe differenza passa fra l’informazione e la propaganda? La prima dovrebbe essere di natura “pubblica” e dovrebbe avere l’obiettivo di mettere al corrente i cittadini di fatti ritenuti importanti; la seconda, invece, è di natura “privata”, nel senso che è finalizzata a orientare il comportamento di potenziali clienti/elettori (poco importa che tale comportamento si traduca con l’acquisto di un prodotto o con un voto).
Da anni il comune di Brugnera utilizza un sistema di informazione ai cittadini rappresentato da un periodico che viene recapitato a casa delle famiglie all’interno del quale il Sindaco, l’Amministrazione e anche i gruppi di minoranza “rendono conto” del lavoro svolto durante l’anno. In linea di principio, dunque, nessun problema, visto che l’obiettivo – come detto – è quello di informare. E una buona informazione è essenziale per consentire ai cittadini di valutare l’operato di chi li amministra.

Tale sistema, tuttavia, presenta una grossa anomalia: il soggetto che dovrebbe essere valutato – in questo caso l’amministrazione comunale – è anche l’estensore del documento informativo sulla base del quale il valutatore (cioè il cittadino) dovrebbe esprimere la sua opinione. Il risultato dell’anomalia, dunque, è che il valutato si adoperi per rendere quel documento il più accomodante possibile, mettendo in evidenza ciò che si è fatto bene e, magari, omettendo di segnalare ciò che non si è fatto (o si è fatto male). Qualcuno potrebbe obiettare che l’oggettività del periodico sarebbe garantita dalla presenza delle opposizioni, le quali hanno a disposizione una pagina per poter chiarire ai cittadini il merito delle loro critiche alla Giunta comunale. Appunto. Una pagina. A fronte della ventina (e ci siamo tenuti stretti) a disposizione di chi amministra.
La sensazione, insomma, è che il periodico di informazioni sia uno strumento “di parte”, che trasforma la corretta informazione agli abitanti di Brugnera in propaganda a favore di chi è il reggente di turno. Con l’aggravante, tuttavia, che nell’ideale passaggio da un interesse “pubblico” a un interesse “privato” ci si dimentica che quel periodico è pagato con i soldi di tutti. La spesa, per essere precisi, è di 4700 euro, che in un bilancio comunale sono una cifra irrisoria, certo; ma per quanto pochi possano sembrare la domanda è: sono spesi correttamente? E’ giusto che venga utilizzato denaro pubblico per consentire ad una amministrazione di reclamizzarsi sotto le mentite spoglie di “pubblica informazione”?

La questione – sia chiaro – ci è sempre sembrata alquanto strana, ma nel caso dell’ultimo periodico (per intenderci quello recapitato a Natale, n. 1 dell’Anno 13) ci è parsa davvero grottesca: le pagine assegnate ad un solo assessore sono state ben 8, con un’evidente sproporzione non soltanto rispetto allo spazio riservato alle opposizioni, ma anche agli stessi colleghi di giunta e al sindaco. L’assessore in questione avrà certamente più deleghe rispetto agli altri, ma questo presenzialismo ci sa tanto di opportunità (o opportunismo?) del tutto personale. Non è un caso, forse, che le prossime elezioni amministrative siano esattamente fra un anno e visti i tempi una vetrina pubblica, pagata con i soldi del comune, fa comodo a tutti. “A pensar male si fa peccato – diceva una vecchia volpe della politica nazionale – ma spesso ci si azzecca”. Che significato assumerebbe questo post se, ad esempio, ci ritrovassimo quell’assessore candidato sindaco nel 2014?

Giornata della Memoria

27/01/2013

01cancello-campo-di-auschwitzIl 27 gennaio è la Giornata della Memoria, una ricorrenza riconosciuta dalle Nazioni Unite e celebrata anche in Italia dal 2001 dopo che il parlamento ha votato, nel luglio 2000, la legge per istituire il giorno della memoria.

In questo giorno – che coincide con l’arrivo nel gennaio del ’45 delle truppe sovietiche nel campo diAuschwitz – si ricordano le vittime del nazismo, lo sterminio degli ebrei (“Shoah”) e, nello specifico italiano, le leggi razziali del 1938 e il dramma dei deportati nei lager.

L’istituzione di questa giornata è stata riparatrice della fatica del ricordo nei sopravvissuti e della sottovalutazione del fenomeno che almeno fino agli anni Sessanta ha attraversato anche il panorama italiano.

L’internamento nel lager è stata un’esperienza estrema, una discesa negli abissi dell’umanità, inconcepibile per chi ritiene la storia un progressivo cammino di evoluzione e civiltà. Purtroppo non è questo il percorso della storia che procede a strappi né ci ha salvato né ci salverà la crescita delle nostre società, le conquiste dell’ingegno umano, la tecnologia che ci semplifica la vita. Auschwitz e l’universo concentrazionario dimostrano proprio il contrario: esiste il lato disumano del progresso che può essere utilizzato per l’umiliazione e l’annientamento dell’individuo. I fascismi, da questo punto di vista, furono dittature moderne.

Lo sterminio di massa discende da un disegno pianificato che utilizza la razionalità industriale. All’interno di questo processo l’uomo è assimilato a un manufatto. Nelle menti degli aguzzini la deportazione è come il trasporto della merce, l’internamento è il trattamento del prodotto da spremerne la forza lavoro sino alla consunzione e alla morte inferta con un gas frutto della ricerca chimica, lo Zyklon B, composto a base di cianuro prodotto dalla I. G. Farben, colosso dell’industria tedesca specializzata in antiparassitari. E sempre per la logica industriale, quei corpi che occupano troppo spazio vengono inceneriti nei forni crematori, fabbricati dalla ditta Topf di Wiesbaden che dopo la guerra ha continuato a operare, senza nemmeno sentire lo scrupolo di cambiare denominazione sociale.

Donne, bambini, uomini che varcata la soglia del campo sono stati privati degli abiti, delle scarpe, dei capelli, delle catenine, dei denti d’oro e delle protesi degli arti. Tutti questi oggetti venivano riutilizzati dalle industrie o distribuiti in Germania. Il destino di chi subiva il distacco della protesi era poi quello di essere subito condotto nelle stanze della morte poiché inabile al lavoro. Gli internati venivano privati anche del nome, al suo posto l’unico identificativo era un numero di matricola inciso sulla carne, primo atto di degradazione dell’individuo che nel campo vale meno di uno schiavo.

La privazione dell’identità diventa, con i giorni, progressiva perdita del proprio corpo sino a che le persone non sono state ridotte a fantasmi di ossa barcollanti. A quel punto, quando le guardie constatavano che la capacità lavorativa dei prigionieri era esaurita, venivano condotti nelle camere a gas dove anche la morte non avveniva in maniera indolore, ma era lenta nel patimento dell’asfissia.

Nei campi trovano la morte oltre 3 milioni di ebrei (che tra fucilati e morti nei ghetti diventano circa 6 milioni), 3.300.000 prigionieri di guerra sovietici (anche sugli slavi piomba la politica di annientamento), 1 milione di oppositori politici, 500.000 zingari Rom (Porajamos = distruzione nel linguaggio Romanès), circa 9.000 omosessuali, 2.250 testimoni di Geova oltre a 270.000 morti tradisabili e malati di mente.

I pochi sopravvissuti a questo orrore, oltre a portarsi una ferita indelebile per tutta la vita, hanno faticato a raccontare la loro esperienza e a essere compresi da coloro che non l’avevano vissuta e non accettavano di capire tanto dolore o semplicemente se ne volevano distaccare per ricominciare a vivere dopo la guerra. Yakov Vincenko un soldato semplice dell’Armata rossa che ha aperto i cancelli di Auschwitz ricorda: “Nemmeno noi che abbiamo visto ci volevamo credere. Ho sperato per anni di riuscire a dimenticare, poi ho capito che sarebbe stato da complice, da colpevole. Così adesso ricordo, anche se non sono riuscito ancora  a comprendere”.

Se questo è lo sconcerto di un uomo che non è stato prigioniero, si può pensare quale sia la piaga interiore che resta nei sopravvissuti.

Uno dei libri della letteratura italiana più tradotti nel mondo è Se questo è un uomo, di Primo Levi, ebreo, partigiano azionista poi indimenticabile scrittore. Il testo uscì nel 1947, fra la totale indifferenza. Il successo editoriale arrivò dopo, tra fine degli anni Cinquanta e gli anni Sessanta. Contrariamente ad altri superstiti, Levi cerca di parlare subito, ma ricordare è difficile – scrive – perché l’esperienza del lager appare così assurda da risultare incredibile, uno dei suoi incubi è il racconto della sua sventura alla sorella, ma lei non gli crede.

Ha senso ricordare, oggi come per gli anni che verranno, perché l’esperienza del lager per i sopravvissuti è stata così traumatica da essere quasi incomunicabile.

Auschwitz è arrivata perché migliaia di persone che sapevano si sono rifiutate di porsi il problema della loro responsabilità. Quanti complici, che non hanno ucciso, hanno però permesso che il sistema dell’annientamento funzionasse. Comprendere questi aspetti significa trovare gli elementi per costruire il nostro domani.

Solo in parte l’annientamento nei lager nazisti è un’esperienza unica: la politica dello sterminio nel Novecento non è né cominciata né terminata con Auschwitz: il genocidio degli armeni, le vittime deigulag, la pulizia di classe dei Khmer rossi in Cambogia e -negli anni Novanta- le pulizie etniche inJugoslavia e in Ruanda oltre ai gas di Saddam Hussein contro i curdi, definiti un popolo che non esiste.

Quale matrice hanno in comune questi stermini? Quello nazista rimane il più sanguinoso, pedissequo e pianificato; il nazismo ha sacrificato obiettivi bellici pur di continuare a uccidere nei campi, si pensi che a Mauthausen le camere a gas operano fino al 28 aprile 1945.

Alla base di ogni politica di sterminio ci sono sempre: l’assenza di democrazia, la deriva ideologica, nazionalista e razziale innalzata a metro dell’agire politico. Occorre ricordarlo, bisogna ricordare.

Mirco Dondi [il Fatto Quotidiano]