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Conosciamo i nostri candidati: Chiara Da Giau

18/04/2013

ChiaraChiara Da Giau è nata a Sacile 45 anni fa e vive a Porcia. Dopo la maturità classica al Don Bosco di Pordenone si è laureata a Padova in Scienze Agrarie. Dopo una prima esperienza al CNR prima e in una società di progettazione poi, si è dedicata all’insegnamento, sia nelle scuole di prima formazione professionale sia nella scuola pubblica.

Da sempre impegnata nel volontariato (AGESCI – Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) e in associazioni di impegno civile, si è iscritta per la prima volta ad un partito nel momento in cui è nato il Partito Democratico. E’ l’attuale segretaria del circolo PD di Porcia e dal 2009 è anche Consigliere Comunale. In passato ha sostenuto Ignazio Marino al Congresso nazionale e Matteo Renzi alle recenti primarie per il candidato premier del Centrosinistra. Chiara si presenta così:

Sono mamma di tre figli. Ho studiato da agronomo. Faccio l’insegnante. Se cerco un filo che leghi le vocazioni della mia vita, lo trovo in due verbi: avere cura e far crescere. In queste due azioni vedo unirsi l’attenzione al presente e lo sguardo al futuro. Come quando cresci un figlio perché diventi persona libera, una pianta perché produca frutto, un allievo perché impari la sua strada. 

Anche l’impegno in politica è legato allo stesso filo. Penso infatti che fare una buona politica sia aver cura della tua terra e della tua gente con le difficoltà, le aspirazioni, i progetti di ognuno, e far crescere le opportunità, i diritti, le conoscenze di tutti perché ciascuno possa esprimere se stesso, insieme agli altri. Per mettermi a servizio di questa politica chiedo il tuo voto. So che ha un grande valore. Per questo voglio averne cura e farlo crescere.

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Prestazioni…atletiche

11/04/2013

giavellottoCome un po’ in tutti i comuni italiani, anche dall’amministrazione di Brugnera si levano i lamenti sulle difficoltà che ci saranno a chiudere i bilanci per questo 2013. In qualche modo, però, sembra che per l’Atletica Brugnera i soldi si riescano sempre a trovare: una delle ultime delibere di Giunta, datata 19 marzo, ha infatti destinato 1.821,05 euro alla società sportiva, di cui l’assessore allo sport Ezio Rover è il direttore tecnico. Niente di irregolare, intendiamoci, e magari sembrerà pretestuoso brontolare per cifre così modeste. Qualcuno però ci dovrebbe spiegare alcune “stranezze”, che le stesse premesse e motivazioni contenute nella delibera contribuiscono a evidenziare.

Nel documento si legge che, in quanto concessionaria di un impianto comunale (la pista di atletica di via del Mas), alla società spetta già un contributo annuo, quale “adeguato riconoscimento in considerazione dell’onere di mantenere in efficienza le strutture ed assicurarne una fruizione generalizzata e non limitata ai soli soci”. Tale contributo è stato di euro 27.500 (!) per il 2012, e non è stato ancora deliberato per l’anno in corso. I 1.821 euro di stavolta, invece, rappresentano un contributo straordinario perché “nel corso dell’anno l’associazione (…) ha dovuto affrontare spese non previste”.

Il discorso potrebbe filare, se si parlasse del 2012: il contributo ordinario potrebbe essere risultato insufficiente, e così la società potrebbe aver pensato di bussare nuovamente alle porte del Comune. Ma così non è, perché visionando la documentazione si scopre in realtà che l’ordine di acquisto è del gennaio 2013, la fattura del febbraio 2013, e poi a marzo c’è stata la richiesta al Comune di accollarsi la spesa. Tutto rientra dunque nell’anno in corso, e il Comune si trova così nella paradossale situazione di riconoscere un contributo straordinario per il 2013, prima ancora di avere determinato quello ordinario.

Ma quali sono poi queste spese impreviste che la società ha dovuto sostenere, “allo scopo di offrire una preparazione e degli strumenti adeguati per i giovani tesserati”? Trattasi di un giavellotto e due bacheche: perdonate, ma che un giavellotto sia una spesa imprevista, se un atleta si deve allenare in quella specialità, è difficile da comprendere! E le bacheche, invece (405 euro+ IVA cadauna), a quali allenamenti servono?

Infine, un’annotazione sulla richiesta inoltrata dall’associazione. Mentre chiedeva il contributo per l’acquisto delle due bacheche e del giavellotto, l’associazione faceva sapere che “intende(va) donarli contestualmente all’amministrazione comunale”. Ricapitoliamo: un omaggio acquistato dall’Atletica Brugnera, pagato però dal Comune, al quale si vorrebbe donarlo, ben sapendo comunque che continuerà ad essere utilizzato dall’Atletica Brugnera… Bel modo di fare i regali, questo! E come risponde il Comune? Beh, si è prestato a questo ruolo da bancomat in tempi insolitamente rapidi: richiesta del 12 marzo, delibera con assegnazione del contributo il 19. Non sappiamo quali siano le prestazioni dell’Atletica Brugnera nel lancio del giavellotto, ma nella velocità devono essere davvero imbattibili…

Conosciamo i nostri candidati: Marco Pasutto

09/04/2013

Marco PasuttoMarco Pasutto è nato a Valvasone e si è laureato in Scienze e Tecnologie Agrarie e Biotecnologie. Oggi insegna in una scuola superiore e in qualità di agronomo segue alcuni progetti di green economy in orticoltura sociale che coinvolgono numerose famiglie ed associazioni nell’autoproduzione di tipo biologico e che mirano al rispetto ambientale ed al risparmio economico, concetti più che mai attuali in questo periodo di crisi.

Appassionato da sempre di politica, è stato segretario provinciale della sinistra giovanile con la quale si è battuto in prima persona per l’approvazione della prima legge regionale della storia del Friuli Venezia Giulia sulle politiche giovanili (L. R. 12/2007), coinvolgendo numerosi giovani e associazioni.

E’ stato amministratore nel suo comune, in particolare capogruppo e consigliere con delega all’assessorato su “Pace e Cooperazione e Sviluppo Internazionale” con cui ha sviluppato un gemellaggio con una scuola agraria di “senza terra” a Goias, in Brasili. Come rappresentante dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) ha partecipato attivamente alla Commissione nazionale per le politiche giovanili.

Per conoscere meglio Marco, il suo programma, le ragioni della sua candidatura e le sue attività, si può consultare il sito: www.marcopasutto.it 

Conosciamo i nostri candidati: Sergio Bolzonello

29/03/2013

SergioSergio Bolzonello è stato sindaco di Pordenone per due mandati consecutivi. E’ nato il 14 gennaio 1960

Dal 1983 è ragioniere commercialista, professione che ha sempre continuato ad esercitare, seppur in misura ridotta nei 10 anni in cui è stato sindaco.

La sua è stata una presenza costante nella vita politica e associativa della città in riva al Noncello: consigliere, assessore ed infine, dal 2001 al 2011, sindaco.

In molti gli riconoscono il merito di aver ripensato completamente l’identità della città, investendo in servizi al cittadino, infrastrutture scolastiche e sportive, fonti sostenibili, attività e spazi culturali e continuando nel contempo a supportare il mondo delle imprese pordenonesi. I risultati di questo profondo impegno hanno reso Pordenone una delle più dinamiche città italiane, ai primi posti come qualità della vita e servizi al cittadino.

Ma nella sua vita non vi è spazio solo per lavoro e politica. E’ un appassionato e vorace lettore ed un vero e proprio “malato” di sport, in particolare calcio e corsa. Abbinando sport e solidarietà, si è divertito a correre per due volte la maratona di New York raccogliendo fondi per progetti umanitari. Ecco come si presenta sul suo sito personale:

La mia esperienza come Sindaco di Pordenone, la consapevolezza delle grandi potenzialità umane e territoriali, l’esigenza di interpretare ed incanalare la domanda di profondi cambiamenti che proviene dalla società civile, l’urgenza non più rinviabile di affrontare i nodi strutturali che frenano lo sviluppo economico e sociale, l’imperativo di non rassegnarsi alla situazione presente, ma di concepire e dare concretezza ai sogni di tutti, sono state le ragioni che mi hanno spinto a sostenere e partecipare al progetto di Debora Serracchiani.

Le azioni che abbiamo individuato poggiano sulla consapevolezza che, pur tra difficoltà di ogni tipo, sia possibile pensare ad un futuro migliore creando nuove opportunità per il lavoro e le imprese, valorizzando il grande patrimonio costituito dalle energie morali e dalle capacità collettive del Friuli Venezia Giulia, regione ponte con l’Europa.

Con un grande sforzo di sintesi, e quindi non citando molti campi d’azione che comunque lo meriterebbero, possiamo dire che:

Il processo di cambiamento deve necessariamente partire da un rinnovato rapporto di fiducia tra le istituzioni ed i cittadini basato sulla massima trasparenza, sul taglio veramente incisivo dei costi della politica, sulla massimizzazione dell’efficacia e dell’efficienza dei lavori consiliari e della macchina amministrativa, sull’ascolto di tutte le voci, sulla rapidità delle risposte ai cittadini.
Il taglio dei costi con l’abolizione delle Provincie, l’aggregazione di comuni, la chiusura di enti ed agenzie non strategiche, la razionalizzazione dei servizi, non rappresentano solo una domanda di moralità, ma servono al reperimento di maggiori risorse da destinare all’occupazione, alla salute, all’istruzione, alla tutela dell’ambiente, al patrimonio culturale.

La nostra Regione deve ritrovare la capacità di crescere, di creare le condizioni, investendo risorse per ricerca e sviluppo, facilitando l’accesso al credito, internazionalizzando e specializzando il tessuto produttivo, per nuove opportunità lavorative.
Scontiamo ritardi che ci prefiggiamo di colmare nel campo della ricerca e delle tecnologie più avanzate, del digitale, dell’integrazione fra rete fissa, wi fi diffusa e connessioni mobili, dell’estensione della banda larga.

C’è stato in questi anni un uso scriteriato del suolo e del territorio con gravi danni al sistema idrogeologico, al patrimonio paesaggistico, alla qualità ambientale. Legge urbanistica, Piano paesaggistico, il ricorso alla rigenerazione e alla riqualificazione dell’esistente, la sicurezza nelle scuole, l’efficienza energetica degli edifici saranno i cardini per ridare valore all’ambiente e al territorio.

La sanità a cui tendiamo non riguarda solo l’aspetto diagnostico e curativo, ma è imperniata sullo stare bene, su uno stato psico fisico elevato dei cittadini, che saranno posti al centro di ogni azione. Si punterà pertanto sulla prevenzione sociale e sanitaria, sulle cure primarie, sul contenimento delle liste d’attesa, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, su un’organizzazione del welfare di scala europea, dotata di elevati standard qualitativi.

Bisogna riconsiderare il concetto di cultura e concepirla come motore di progresso, partendo dal dato che le attività connesse alla creazione artistica, ai beni culturali, alla sfera della conoscenza, sono in grado di produrre eguale ricchezza dei comparti manifatturieri. La cultura deve uscire dal ruolo di marginalità in cui è stata finora confinata assumendo una funzione di traino con il supporto di vere e proprie politiche industriali basate sull’imprescindibile legame tra cultura, istruzione, ricerca ed università.
Per rispondere alle sfide dei nostri giorni, che richiedono livelli di istruzione e di specializzazione sempre più elevati per accedere al mondo del lavoro e corrispondere all’obiettivo della conoscenza e della formazione permanente, ci proponiamo di rafforzare e qualificare la scuola puntando su efficienza, inclusione, qualità e sicurezza. Una scuola di qualità, permeata di saperi e conoscenza, è il presupposto essenziale per ogni prospettiva di sviluppo e di futuro per le nuove generazioni.

Conosciamo i nostri candidati: Renata Bagatin

25/03/2013

Bagatin1Nata a Motta di Livenza (Treviso), il 23 luglio 1951, Renata Bagatin appena conseguito il diploma di ragioneria entra giovanissima nella Cgil e dal 1969 è all’ufficio vertenze di Pordenone. Due anni dopo diventa segretaria provinciale della Filziat (l’allora categoria degli alimentaristi), con un doppio mandato che la impegna anche nella Filcams, la categoria dei lavoratori del Commercio che segnerà il suo percorso sindacale. Nella Filcams, infatti, sarà Segretaria prima provinciale, poi regionale e, infine nazionale, ricoprendo a quest’ultimo livello la carica di vicepresidente e presidente della Federazione europea dei lavoratori del turismo, dei servizi e del commercio.

Nel 1997 ritorna in Friuli Venezia Giulia dove viene eletta Segretaria regionale dello Spi con la responsabilità dell’organizzazione. Dopo due anni è Segretaria generale dello Spi regionale del Friuli Venezia Giulia. Nel 2006 è di nuovo a Roma, dove viene eletta nella Segreteria nazionale dello Spi.
Già membro dell’Esecutivo della Federazione europea delle persone pensionate e anziane (Ferpa), nel 2008, con la responsabilità delle politiche internazionali dello Spi, entra nella Direzione della Ferpa e nella Presidenza di Progetto sviluppo. Tra i progetti realizzati in ambito internazionale, oltre a quelli più direttamente legati alle politiche europee, significativi quelli per gli aiuti umanitari nei Balcani in guerra e le iniziative, molte tuttora in corso, per la tutela dell’area più anziana e più fragile della nostra emigrazione all’estero.

Conosciamo i nostri candidati: Renzo Liva

20/03/2013

LivaApriamo una finestra sul blog che ci accompagnerà fino alle elezioni regionali del prossimo 21 aprile. In queste settimane cercheremo di presentarvi i nostri candidati, attraverso un loro breve profilo e le intenzioni con cui si sono messi in gioco in questa importante sfida. Il primo è Renzo Liva.

Nato a Udine nel 1954, è sposato con Emanuela e ha una figlia, Chiara. Vive a Roveredo in Piano. Laureato in Scienze Politiche con lode, ha iniziato la sua carriera professionale come insegnante, poi è stato assunta da una prestigiosa banca. Vi lavora ancora oggi come dirigente, occupandosi in particolare di imprese. La sua passione per la politica è iniziata nel 1976, prima come consigliere comunale di minoranza, a Roveredo, poi come vice sindaco e infine anche come sindaco. E’ stato fra i promotori e fondatori del Partito Democratico in provincia di Pordenone e ne è stato il primo presidente dell’Assemblea provinciale. Queste alcune delle sue parole nel momento in cui ha ufficializzato la candidatura:

Credo che la nostra Regione debba esprimere un nuovo Presidente ed una nuova maggioranza politica che possa portare in Consiglio Regionale persone in grado di essere utili al nostro territorio e rispondere ai bisogni delle famiglie, dei lavoratori e delle imprese economiche del Friuli.
E’ una grande occasione di cambiamento per una politica che ci possa far uscire al più presto dalla grave crisi economica, morale ed istituzionale in cui il Paese e la nostra stessa Regione oggi si trovano.
Per mettere mano ad un grande rinnovamento , sono necessarie pulizia morale, senso di servizio e profonde idealità politiche.
La mia vita testimonia coerenza, competenza ed onestà. Sento in coscienza di poter chiedere di essere messo alla prova di questo grande compito. Di poter con umiltà e rigore fare la mia parte.

La prima scelta è fatta. Grazie a Pippo

17/03/2013

Roma, Assemblea del gruppo dei Rottamatori del PDIeri sono stati eletti i Presidenti di Camera e Senato. Tutti sapevano che quella appena iniziata sarebbe stata una legislatura difficile, una legislatura che – indipendentemente dalla durata – dovrà necessariamente mettere da parte i vecchi schemi della politica. Qualcuno potrebbe immediatamente obiettare che non è cambiato proprio niente, dal momento che a capo di Montecitorio e Palazzo Madama ci sono finiti i candidati della coalizione di maggioranza (PD e SEL). Ma va detto, per correttezza, che nessun gruppo politico ha provato davvero a cercare un’intesa. Da Monti ai grillini l’arroccamento era totale (“o si vota il nostro candidato, o niente”). Il Partito Democratico, in questo scenario, avrebbe potuto puntare all’elezione di due figure di spicco del partito, due nomi noti e con una grande esperienza alle spalle: Dario Franceschini (già capogruppo PD alla Camera) e Angela Finocchiaro (già capogruppo al Senato). Tale prospettiva è stata anche cavalcata per qualche momento, ma – questa si – sarebbe apparsa ai più come un’evidente applicazione di vecchie logiche (senza nulla togliere alle due persone). Il PD ha compreso il bisogno di cambiamento e innovazione che già si respira, e che ha modificato gli assetti del nostro parlamento in modo così evidente; abbandonate strade già note e già battute, si è avuto il coraggio di cambiare. Quello che conta, in questo caso, non è solo il prodotto, ma anche il processo… Pare che l’intuizione di proporre Piero Grasso e Laura Boldrini sia giunta da un gruppo di semplici parlamentari – molti dei quali al primo mandato – che in modo molto democratico hanno avanzato un’idea alternativa al Segretario. Il quale, come ha sempre ribadito in campagna elettorale, non è un “uomo solo al comando” come accade in altri schieramenti politici; e infatti Bersani ha accolto e fatto propria la richiesta della “base”. Protagonista di quanto accaduto è stato un parlamentare di nemmeno quarant’anni, curiosamente coetaneo di Matteo Renzi, esponente di una generazione nuova che fa ben sperare per il futuro del PD. Questo, allora, il racconto di come sono andate le cose direttamente dalle parole di Giuseppe “Pippo” Civati:

Le cose sono andate così, almeno per me. Ieri mattina, di fronte alla situazione diimpasse che si respirava (forse per via delle ripetute schede bianche e delle conseguenti fumate nere), con molti colleghi del Pd ci siamo detti che ci saremmo incartati, come si suol dire in questi casi. E allora, come tanti altri, mi sono messo a ragionare, non solo con i colleghi ma anche con chi da casa mandava segnali non proprio generosi verso quello che stavamo facendo. E ho iniziato a parlarne con altri, tra Camera e Senato.

A un certo punto, intorno all’ora di pranzo, Dario Franceschini (che era seduto dietro di me), mi chiede: «come la vedi?». Gli rispondo, «caro Dario, dobbiamo cambiare prospettiva». Non era proprio facile dirgli così, eh, perché il più accreditato dei candidati era proprio lui. Gli ho illustrato quanto avrei scritto, qualche ora dopo, nelpost di un deputato qualsiasi, che trovate qui sotto, a proposito di una proposta che rovesciasse tutto quanto, che non si limitasse a indicare «uno nuovo del Pd» alla Camera, ma che provasse a dare una soluzione diversa, partendo dalle qualità del Parlamento (di questo Parlamento). Questa mattina, ai giornalisti, Franceschini avrebbe poi detto che aveva cambiato idea leggendo un mio tweet.

Dopo pochi minuti, dal Senato mi arriva – da parte di una senatrice del Pd – la notizia che se il candidato del Pd fosse stato diverso da quello di cui si parlava, ci sarebbe stata la possibilità di aprire una discussione con i rappresentanti del M5S. Si è discusso di Grasso e abbiamo verificato questa possibilità, poi tutto è sembrato irrigidirsi nuovamente, anche se il dibattito all’interno del M5S oggi pomeriggio conferma che ci fosse qualche differenziazione al loro interno. Come sempre, di tutto questo avevo informato i vertici del Pd (in particolare con Enrico Letta, in quel momento).

Alla sera non ho partecipato ad alcuna trattativa (non avendo alcun incarico se non la buona volontà), e ho mandato un solo sms al segretario del Pd, ma pochi minuti prima di andare via dalla Camera, un collega del Pd che condivideva le preoccupazioni che avete letto mi ha parlato dell’ipotesi Boldrini, che proveniva anche da alcuni esponenti di Sel (com’era ovvio che fosse). A quel punto, e contestualmente alla chiusura di Scelta Civica (sull’apertissima posizione di «o Monti o niente»), abbiamo iniziato a discuterne più concretamente. La soluzione Boldrini era affascinante per i tanti motivi che gli italiani hanno scoperto ascoltandola, ma l’idea – fino a ieri sera – non era esclusiva, perché l’intenzione del Pd era quella di tenere aperto il ‘campo’ il più possibile.

L’intuizione di proporre due figure autorevoli, capaci di offrire segnali di cambiamento agli elettori di tutte (o quasi) le sensibilità, non ‘riducibili’ ai gruppi dirigenti dei partiti e in grado di rappresentare tutto il Parlamento (a prescindere dal fatto che avessero i voti di tutto il Parlamento) nella notte ha raccolto molte adesioni fino a diventare la posizione ufficiale del Pd e delle altre forze della coalizione elettorale.

Come sempre, in questi casi, non è l’idea di una persona soltanto: diciamo che sono molto soddisfatto di come siano andate le cose, contento di averne parlato subito anche con i diretti interessati e di avere vissuto il giorno più felice per il centrosinistra da un po’ di tempo a questa parte.

Aggiornamento delle 18.40: il fatto che qualcuno, tra i senatori del M5S, abbia votato Grasso, conferma la fondatezza della proposta. Per l’oggi e per il domani. Perché Boldrini è molto cool, ma la partita più complessa era ed è al Senato, come sanno tutti.