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Primarie per la segreteria nazionale del Partito Democratico: i risultati

05/12/2013

Ecco i risultati delle primarie del Partito Democratico nel comune di Brugnera. Hanno votato complessivamente 154 persone (nel 2012 furono 137).

Gianni Cuperlo ha ottenuto 25 preferenze

Matteo Renzi ha ottenuto 113 preferenze

Giuseppe “Pippo” Civati ha ottenuto 11 preferenze

Il Circolo PD di Brugnera esprime un sentito ringraziamento a tutte le persone che, partecipando a questo importante appuntamento elettorale, hanno confermato la loro vicinanza e il loro sostegno al partito. Un grazie particolare, poi, ai volontari che hanno tenuto aperto il seggio per l’intera giornata di domenica.

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Gentilini addio…

11/06/2013

Immagini come queste non se ne vedranno più, perché l’ex sindaco (e vicesindaco) Gentilini ha promesso che in caso di sconfitta si ritirerà a Serravalle a fare l’agricoltore. Speriamo che almeno questa promessa la mantenga…

La sconfitta della Lega a Treviso, la sconfitta di uno dei suoi simboli, è un segnale. E fa il paio con quanto accaduto a Borghezio poco tempo fa al parlamento europeo. Ma non basta: in consiglio comunale a Treviso due seggi saranno occupati da “extracomunitari” – come li avrebbe definiti Gentilini – legittimamente eletti dai cittadini, per lo più nelle fila dei comunisti culattoni di Vendola – come li avrebbe definiti Gentilini. Pretty Gorza e Said Chaibi (nella foto in basso) rappresentano una svolta di civiltà che, speriamo, possa avere un seguito in altri feudi leghisti. Ci domandiamo se questo risultato sarà l’occasione per un seria verifica all’interno del PDL e della stessa Lega. Nel 2009, dopo aver perso le elezioni in Sardegna, Veltroni si dimise dalla segreteria del PD. Come mai sull’altra sponda nessuno chiede le teste dei rispettivi segretari, visto che il risultato è semplicemente imbarazzante? Una sconfitta, per di più, maturata contro un PD allo “sbando”, che ha fatto di tutto per complicarsi la vita (basti ricordare quanto accaduto alle recenti elezioni regionali del FVG, con la povera Serracchiani costretta a prendere le distanze con i pasticci romani e le dimissioni di Bersani). Evidentemente il PD dei circoli, dei volontari, dei militanti è fatto di ben altra pasta, e la credibilità l’ha ottenuta non tanto per questioni di simbolo, quanto per il profilo dei candidati che si sono presentati (a cominciare da Ignazio Marino, a Roma…). In bocca la lupo a Pretty e Said, dunque. E addio a Gentilini…

Treviso

La giunta regionale va più piano della precedente…

27/05/2013

AutobluLa giunta di Debora Serracchiani va certamente più piano di quella di Renzo Tondo. Ma nel senso letterale del termine. E’ infatti della scorsa settimana la notizia che il parco auto in dotazione alla giunta, composto da 13 autovetture, scenderà immediatamente a 10 e sarà poi progressivamente sostituito da mezzi di cilindrata inferiore.

La spesa dei noleggi nel suo complesso non dovrà essere superiore al 50 per cento di quella sostenuta nel 2011 e a parità di condizioni tecniche prevarrà il prezzo migliore.

A fronte della scadenza degli attuali contratti con l’utilizzo di BMW 525D, da dicembre si passerà all’utilizzo di autovetture di cilindrata massima di 1.600 cc, alimentate a diesel e con emissioni conformi agli standard “euro 5″. Il programma di restituzione delle attuali autovetture inizierà a luglio con le prime tre unità e si concluderà a dicembre quando, alla scadenza dei vigenti contratti di noleggio biennali, la Regione avrà completato la sostituzione del parco di autovetture di rappresentanza attualmente in uso.

Inoltre, nell’ottica del contenimento della spesa, le autovetture potranno essere anche “a chilometro zero”. Nel caso in cui le procedure di gara non dovessero concludersi in tempo utile, la Giunta regionale ha deciso che le BMW oggi in dotazione saranno sostituite dalle Alfa Romeo 159 1.9 già di proprietà dell’Amministrazione del Friuli Venezia Giulia.

Serracchiani e la sua squadra, dunque, hanno subito inteso mettersi sulla strada del cambiamento e un passo dopo l’altro stanno mettendo mano ai costi della “casta”: è anche attraverso segnali come questi che si può tentare di riavvicinare la politica alla gente e anche se il risparmio inciderà solamente in minima parte sul bilancio regionale affidato al rigoroso controllo di Francesco Peroni, è già un bel passo in avanti rispetto al periodo in cui le potenti autoblu di piazza Oberdan venivano utilizzate dal Presidente del Consiglio Regionale Ballaman per andare a prendere la fidanzata in aeroporto (con tanto di autista, s’intende). Come recita il proverbio: “chi va piano, va sano e va lontano…”

 

Borghezio autosospeso dal parlamento europeo

22/05/2013
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borghezioL’europarlamentare leghista Mario Borghezio ha deciso di autosospendersi dal gruppo Efd(Europa della libertà e della democrazia – euroscettici) “per tutelare la Lega e l’Efd in attesa di fare piena chiarezza sulle frasi pronunciate sul ministro per l’integrazione Cecile Kyenge”. A renderlo noto lo stesso Borghezio, al centro da settimane di una polemica legata alla sua uscita dopo la nomina da parte del presidente del Consiglio Enrico Letta del ministro di origine congolese. In realtà l’esponente del Carroccio rischia l’espulsione. A chiedere la sua testa sono gli euroscettici britannici che si ritengono indignati. “Scelta del cazzo – era sbottato Borghezio dopo l’incarico al ministro Kyenge – Ha la faccia da casalinga”. Ancora: “Diciamo che io ho un pregiudizio favorevole ai mitteleuropei. Kyenge fa il medico, gli abbiamo dato un posto in una Asl che è stato tolto a qualche medico italiano”. E infine: “Questo è un governo del bonga bonga”.

Così Borghezio è ora costretto alle scuse, dopo essere stato messo all’angolo perfino dai colleghi del suo stesso gruppo. “Sento il dovere di formulare le mie scuse più convinte al ministro – spiega – Ritiro le mie parole considerate offensive verso una persona di colore e verso una donna. Mi rammarico di aver recato disdoro al Parlamento ed al gruppo Efd”. Parole le quali Borghezio verosimilmente ha dovuto mettere in un comunicato per non rischiare di essere espulso senza neanche il beneficio del dubbio.

La sospensione di Borghezio dal gruppo Efd (Europe of freedom and democracy) “è la vittoria di 130mila cittadini che hanno voluto ribadire un concetto: fuori il razzismo dal Parlamento europeo”dice Stefano Corradino, direttore di Articolo 21 e autore della petizione “Dimissioni per Mario Borghezio”. “Ieri pomeriggio a Strasburgo abbiamo consegnato al presidente del Parlamento europeo Martin Schulz 130mila firme sul sito Change.org per chiedere le dimissioni di Borghezio e siamo stati ricevuti dai capigruppo di socialisti e democratici, popolari, liberali, verdi, comunisti che, all’unisono hanno espresso vergogna per le dichiarazioni offensive dell’esponente del Carroccio ai danni del ministro dell’Integrazione Kyenge”.

All’autosospensione Borghezio è arrivato, infatti, dopo essersi ritrovato isolato nel Parlamento Europeo. Ieri era intervenuto il presidente Martin Schulz che aveva chiarito bene da che parte sta: “Mi congratulerò con Letta”. Nella stessa giornata era arrivata la solidarietà, su iniziativa del gruppo S&D (Socialisti e democratici) i cinque principali gruppi rappresentati all’assemblea di Strasburgo avevano preso posizione, dopo aver ricevuto una petizione con 130mila firme lanciata da Stefano Corradino, di Articolo 21, con la quale si chiedono le dimissioni dell’europarlamentare del Carroccio. Un messaggio di solidarietà, dunque, contro “i commenti sessisti e razzisti”. “Accolgo con favore l’ampio accordo tra i gruppi, che hanno unito le loro forze contro il razzismo, la discriminazione ed il razzismo”, ha commentato Hannes Swoboda, capogruppo di S&D. “Non possiamo costringere qualcuno che è stato eletto a dimettersi – hanno fatto eco Veronique Mathieu Houillon, coordinatrice del Ppe nella commissione Libertà civili, giustizia e affari interni,Guy Verhofstadt, capogruppo dell’Alde, Daniel Cohn-Bendit, copresidente dei Verdi e Gabriele Zimmer, capogruppo del Gue, la Sinistra unitaria europea – ma condanniamo fortemente e respingiamo gli insulti orribili di Mario Borghezio. Il livello e la gravità delle sue dichiarazioni fanatiche sugli immigrati e sulle donne sono in plateale contraddizione con i valori fondanti dell’Ue”. Gli europarlamentari, che hanno chiesto alla presidenza della commissione Libertà civili (di cui lo stesso Borghezio fa parte) di invitare il ministro, hanno poi detto di aspettarsi che il gruppo politico cui appartiene il leghista (Efd) “un’azione decisa” contro di lui. E una “forte condanna” contro le dichiarazioni “inaccettabili” di Borghezio, che sono “una vergogna per la nostra aula”, è stata ribadita anche dal presidente Schulz.

Ed eccola l’azione decisa del gruppo degli Euroscattici: “I nostri colleghi, quelli britannici, si ritengono indignati, hanno chiesto la sua testa – spiega al telefono Francesco Speroni, co-capogruppo Efd – C’è stata quindi una richiesta di sospensione a cui Borghezio non si è opposto. Il gruppo ha chiesto la sospensione in attesa di discutere l’eventuale espulsione nella prossima sessione di Strasburgo (10-13 giugno). La procedura è stata attivata, ma è stato anche deciso di ascoltare l’incolpato e Borghezio ha chiesto tempo per preparare la sua difesa”. Sul leghista pesano anche i precedenti. “Le frasi su Breivik (il killer di Utoya, in Norvegia, ndr) non aiutano, per qualcuno si tratta di una recidiva”, spiega ancora Speroni. “La strage di Oslo è colpa della società multirazziale che fa schifo” aveva detto Borghezio. Per quelle affermazioni nel 2011 Borghezio venne sospeso per tre mesi dalla Lega e fu vicino all’espulsione dal Efd. Per allontanare un componente dal gruppo sono necessari i due terzi dei voti dei membri.

FONTE: Il Fatto Quotidiano

Comunicato Stampa

09/05/2013
comunicato stampaIn merito alla vicenda del contributo erogato all’Atletica Brugnera, prendiamo atto delle precisazioni affidate dal Sindaco al Messaggero Veneto di sabato scorso, le quali tuttavia non cancellano, e anzi forse rafforzano, l’impressione di una vicenda gestita in maniera molto confusa dall’amministrazione che a lui fa capo.
È questo, infatti, che ha attirato la nostra attenzione su quel contributo: com’è ovvio, non c’è alcun intento di criticare o intralciare l’attività delle varie realtà associative, né dell’Atletica Brugnera, né a maggior ragione dalle altre compagini che, scopriamo solo ora, usufruiranno delle bacheche. Ma il punto è che, di tutto quanto il Sindaco ha esposto a mezzo stampa, negli atti ufficiali non c’è traccia: la delibera di Giunta racconta di una sola società, l’Atletica Brugnera, che ha dovuto affrontare spese impreviste “per gli allenamenti” dei “giovani tesserati”, a ristoro delle quali chiede e ottiene l’intervento dell’amministrazione comunale.
Ora, se lo sviluppo della vicenda non è stato questo; se l’interesse principale da salvaguardare era invece quello del Comune (che solo grazie al nuovo giavellotto vede confermata l’omologazione del proprio impianto di atletica) e di altre società che avevano chiesto al Comune di fornire loro delle bacheche, perché la delibera di Giunta non ha riportato tutto questo tra le premesse e motivazioni?
Che gli atti si sforzino di rispecchiare fedelmente le situazioni sulle quali vanno a intervenire non è solo uno scrupolo formalistico, ma è l’unica garanzia di trasparenza e controllabilità nell’operato di un’amministrazione pubblica. E ribadiamo che il timore non è quello che ci siano stati comportamenti scorretti da parte di questo o quel soggetto coinvolto (già nel blog abbiamo scritto con la massima chiarezza: “Niente di irregolare, intendiamoci”), ma è la possibilità che, se gli atti non chiariscono a sufficienza motivazioni, criteri e modalità di intervento, si creino delle zone d’ombra che possono portare a soluzioni ad hoc e a disparità di trattamento tra un caso e l’altro.
Il fatto che, per snellire le procedure di acquisto, l’amministrazione si sia avvalsa di un’associazione sportiva, facendola agire come suo “braccio operativo”, rendeva quell’esigenza di chiarezza e trasparenza ancora più imprescindibile; e alla causa della chiarezza non ha giovato nemmeno il mescolare in una stessa risposta la motivazione di confermare l’omologazione per l’impianto di atletica, con l’urgenza di agire in tempo utile per ospitare il Memorial Cornacchia che, essendo un torneo di pallavolo, certo si disputa in un’altra sede.
Il Direttivo del Circolo PD di Brugnera

La squadra di Debora

03/05/2013

Debora_PresMentre a livello nazionale sembra non si possa fare a meno delle “larghe intese” (con il risultato di un governo di compromesso, in cui co-abitano Alfano e Letta, Biancofiore e Kynge , Miccichè e Fassina…), a livello regionale Debora Serracchiani, nel formare la sua giunta, sceglie la strada della rappresentanza e della coerenza. La rappresentanza è assicurata dall’assoluta parità di genere (4 uomini e 4 donne) e  dalla provenienza territoriale degli assessori: due pordenonesi, due triestini, due udinesi e due isontini. La scelta, poi, ha voluto premiare le competenze, tanto che solamente due assessori (Bolzonello e Vito) sono passati dalla competizione elettorale; gli altri 6 vengono dalla cosiddetta società civile, secondo un principio (addirittura taylorista) che dovrebbe essere sacrosanto ma che, in politica, non viene quasi mai rispettato: the right man at the right place (la persona giusta al posto giusto). Vediamo allora di conoscere la squadra.

Sergio Bolzonello, premiato dalle urne come il candidato con più preferenze (oltre 9.000!!!), sarà il vice presidente nonché assessore alle attività produttive e agricoltura. In queste circostanze si dice che “il personaggio non ha bisogno di presentazioni”; ad ogni modo rimandiamo alla scheda che gli abbiamo riservato in campagna elettorale, qualche post più sotto.

Il fiore all’occhiello della giunta Serracchiani è sicuramente Francesco Peroni, Rettore uscente dell’Università di Trieste. Di origini emiliane, giurista e consigliere della Banca d’Italia, ha guidato l’ateneo giuliano per due mandati in un periodo di grandi difficoltà per tutta l’Università italiana. Grazie alla sua attenta gestione l’Università di Trieste in pochi anni è passata dalla scomoda posizione di ateneo non virtuoso ad ateneo virtuoso (secondo i rigidi parametri del MIUR). Il suo nome circolava da tempo come possibile assessore all’Istruzione, ma viste le sue competenze e la sua esperienza di amministratore (anche se di una Università) Serracchiani gli ha voluto affidare il delicato compito di presidiare il bilancio regionale.

Dall’Università di Trieste proviene anche Loredana Panariti, professore associato di storia del lavoro e d’impresa. Già membro del Consiglio di Amministrazione dell’ateneo giuliano e del Consorzio Culturale del monfalconese, avrà la delega all’istruzione, alla formazione e alle politiche giovanili.

Sara Vito è nata nel 1976, risiede a Fogliano Redipuglia. E’ laureata in Giurisprudenza all’Università di Trieste. Assessore provinciale a Gorizia dal 2006, ha contribuito a portare l’ente per tre anni consecutivi (2010, 2011, 2012) alle finali dell’Oscar di Bilancio della Pubblica Amministrazione. E’attiva nella cooperazione internazionale e territoriale, con progetti che puntano alla valorizzazione dell’Isontino nei settori della promozione turistica, della mobilità lenta, delle politiche giovanili, della cultura.

Maria Grazia Santoro sarà il nuovo assessore alla pianificazione territoriale, lavori pubblici e università. Nata a Udine nel 1963 e residente nella stessa città, è progettista, architetto, urbanista. Vanta una importante attività professionale nella pianificazione urbanistica e nella progettazione del paesaggio, ha vinto premi di architettura e partecipato a mostre di interesse nazionale. E’ autrice di una estesa bibliografia sul territorio regionale e sui temi di pianificazione e sviluppo in generale. E’ stata dal 2008 assessore tecnico esterno al comune di Udine.

L’altro pordenonese della giunta, oltre a Bolzonello, è Paolo Panontin, avvocato di Azzano Decimo e già sindaco della stessa cittadina. E’ stato membro del Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio di Pordenone e di altre istituti di credito. Avrà l’assessorato alla Funzione Pubblica, Autonomie Locali e la delega alla Protezione Civile.

Gianni Torrenti è triestino, agente di commercio, ha avuto esperienze come Presidente dei Giovani Imprenditori di Trieste e in attività amministrative legate alla cultura (in particolare il consiglio di amministrazione del Teatro Miela). Serracchiani conterà su di lui per Sport, Cultura e Associazionismo.

Chiude la squadra Maria Sandra Telesca, responsabile del personale dell’Azienda sanitaria universitaria di Udine. A lei non poteva che finire il delicato assessorato alla Salute.

I criteri di scelta, almeno sulla carta, paiono coerenti al progetto e ineccepibili sul piano del metodo. Ora la prova dei fatti. Buon lavoro a Debora e alla nuova giunta

Prima dei partiti vincono le PERSONE

23/04/2013

Vittoria

Il risultato elettorale di ieri ci consegna due grandi verità, su cui riflettere. La prima verità riguarda la vittoria di Debora Serracchiani e di Sergio Bolzonello: i partiti c’entrano fino a un certo punto perché la loro è un’affermazione perentoria, che premia le persone più di ogni altra cosa. Riuscire a tenere dopo i fattacci romani, presentarsi con il simbolo di un PD allo sbando e vincere come hanno vinto loro significa che gli elettori li hanno ritenuti credibili, perché li conoscono o li hanno conosciuti in questa campagna elettorale. Debora è stata ovunque, non si è risparmiata, ha girato in lungo e in largo tutta la regione. A un certo punto abbiamo creduto che ce ne fosse più di una… A livello territoriale (anche regionale, visto che siamo una regione molto piccola) i volti e le personalità contano più dei simboli. Guai non tenerne conto anche per le sfide future: la politica – nonostante la brutta immagine che ha dato di sé nell’ultimo periodo – è fatta dalla gente: se la gente vale, vale anche la politica.

La seconda verità è che un friulano su due non ha votato e rispetto alle politiche di due mesi fa c’è stato un calo del 20%. In questi casi si dice “ha vinto l’astensionismo”, ammesso che in caso di elevata percentuale di astenuti si possa parlare di “vittoria”. Ma c’è un fatto che dovrebbe farci riflettere: le regionali di ieri sono avvenute in contemporanea all’elezione del Capo dello Stato, e in corso di spoglio delle schede Napolitano pronunciava a camere riunite un discorso di grande fermezza, centrato sul senso di responsabilità. Ebbene, la responsabilità è altra cosa che non può essere delegata in toto ai partiti; la responsabilità è prima di tutto dei cittadini, degli elettori. Rinunciare a votare – sia pure per protesta – è una fuga dalle proprie responsabilità. Protesta e indignazione sono sentimenti legittimi in questo momento, ma vanno esplicitati con gli strumenti che la Costituzione ci mette a disposizione, primo fra tutti il diritto di voto. Chi non lo esercita non può rivendicare alcuna vittoria, non può meditare su alcuna sconfitta.

Buona lavoro, Debora e Sergio. E grazie…